U Signuri Longu - 2006

A Castroreale, il 23 e il 25 agosto di ogni anno, si ripete una caratteristica processione che avviene di norma anche durante la Settimana Santa: si tratta di un crocifisso che viene chiamato in dialetto “Signuri longu” (Cristo lungo), detto così perché viene inalberato e portato in processione su un palo di 12 metri.

U Signuri longu - 2006

Il Crocifisso ha la propria collocazione nell’altare maggiore della chiesa di S.Agata a Castroreale, dove viene venerato e custodito. Si tratta di una grande scultura in stucco e cartapesta, opera di un anonimo plasticatore siciliano della prima metà del XVII secolo. L’epoca è quella in cui venivano recepite e attuate le decisioni pastorali del Concilio di Trento. Una scultura a grandezza reale, modellata a tutto tondo, con effetti policromi che la rendono molto realistica. Il tutto perfettamente in linea con la pastorale tridentina che suggeriva di utilizzare le opere d’arte per avvicinare i fedeli alla fede, e con la visione del mondo e della vita che in quel periodo storico si andava delineando. Crocifissi con queste caratteristiche sono stati realizzati nella stessa epoca, con funzioni analoghe: l’iconografia del Cristo morto in croce ma soprattutto di quello sofferente, affiancata da quella dell’Ecce Homo vanno a completare un quadro spirituale di un’epoca segnata da un forte ritorno alla religiosità e a un diverso rapporto con la sofferenza e la morte, non solo negli ambienti popolari ma in ogni ceto sociale.

Castroreale - 2005

Si sa per certo che il Crocifisso di Castroreale fin dal XVII secolo fu diverse volte portato in processione, in particolare nella Settimana Santa. La scultura fu anche considerata prodigiosa e per questo motivo fu portata in processione anche in altre circostanze, per chiedere l’aiuto divino per particolari bisogni immediati della cittadinanza. Una di queste occasioni straordinarie si verificò nell’anno 1854 a causa della diffusione dell’epidemia di colera. Il primo contagio, che ne avrebbe certamente portato altri, fu quello della signora Giuseppina Vadalà, moglie del messinese Ignazio Nicosia che risiedeva in quel periodo a Castroreale per motivi di lavoro. A causa di questo primo contagio, considerando anche il fatto che la scienza del tempo non era in grado di fronteggiare l’epidemia, si decise di portare in processione il Crocifisso. I medici dell’ufficio sanitario del tempo constatarono la guarigione completa della donna contagiata. Da quel momento la processione, approvata successivamente dal pontefice Pio IX, si  svolge ogni anno non solo nella Settimana Santa, ma anche nel mese di Agosto. Il 23 agosto il Crocifisso viene portato fuori dalla chiesa di S.Agata e mediante una laboriosa e meticolosa operazione viene inalberato su un palo di 12 metri, viene quindi portato in processione fino al Duomo, viene quindi introdotto nella Chiesa Madre che riesce ad accogliere il Crocifisso ancora inalberato, che rimane esposto alla venerazione dei fedeli fino al 25 agosto, giorno in cui viene riportato, sempre in processione, alla chiesa di S.Agata.

Quella del Signuri longu è certamente la festività religiosa più sentita tra gli abitanti di Castroreale, molto caratteristica per la peculiarità del crocifisso issato su un alto palo, dettaglio che non ha eguali in Sicilia, se si eccettua con i dovuti distinguoU Signuri cu li fascidi Pietraperzia, altro caso di Crocifisso issato su un’asta. La festa di agosto attira oggi numerosi visitatori dai vicini paesi, che fruiscono anche degli eventi che accompagnano le tipiche festività religiose nei paesi siciliani: concerti bandistici, luminarie, fuochi artificiali e intrattenimenti vari.

Antonino Teramo

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