Un popolo si ritrova ai piedi della Madre comune: la invoca, cerca consolazione, esprime gli atti più intimi d’affetto. Tutto questo si condensa a Rodì Milici, in provincia di Messina, in un altissimo momento di devozione alla Vergine Maria.

Il culto alla Madonna di Lourdes risale nel centro collinare alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando i soldati tornati dall’immane Conflitto sciolsero la promessa fatta alla Vergine in cambio della sua protezione. Da qui la festa della Madonna, ogni prima domenica di Settembre che tra pochi anni varcherà il secolo.

Davanti all’incantevole Complesso statuario della Madonna con santa Bernadette hanno pregato, sospirato, pianto e gioito tante generazioni, che soprattutto nel giorno di festa si sono tramandate di tempo in tempo un canto tradizionale alla Vergine, tipico proprio del paese collinare, titolato: “Salve Regina di Lourdes” e testimonianza di antichi motivi di musica religiosa popolare, ora dispersi.

Appena il simulacro varca la porta della Chiesa di San Bartolomeo, ove è custodito, sosta nella piazza antistante, quindi, gli uomini e le donne si stringono sotto la Vergine e danno inizio al Canto in cui si alternano le voci maschili e quelle femminili, fin quando al termine s’irromperà nel grido: “Evviva la Gran Signura Maria!”

Carmelo Bonvegna, nel suo libro Usi e costumi di Rodì e Milici, ha molto bene descritto l’alto momento, con queste parole: «quello della Salve Regina è, senza dubbio, il momento più emozionante della processione e della festa, che ancora  – nonostante il Mondo Moderno e le sue distrazioni – riesce a coinvolgere panicamente tutto il Paese. Molti, ora abitanti altrove e anche lontano, tornano a Rodì e qui compaiono in questa sola occasione e rimpatriano con amici e parenti; altri prolungano le vacanze strappando qualche giorno al lavoro per non perdere questo istante di commozione collettiva».

Nel seguente video la testimonianza filmata di un momento religioso e sociale in cui la comunità si è da sempre riconosciuta.

Daniele Fazio

Di Daniele Fazio

Dottore di ricerca in Metodologie della Filosofia, cultore della materia presso la cattedra di Filosofia morale del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Ateneo messinese con cui regolarmente collabora dal 2009. È stato borsista del Centro Universitario Cattolico ed è risultato vincitore del premio per un saggio di filosofia morale (2014), bandito dalla Società Italiana di Filosofia Morale. È docente di Filosofia e Storia nei Licei e corrispondente per la zona tirrenica della provincia di Messina della Gazzetta del Sud.

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