"Villa Del Casale Char modified". Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
“Villa Del Casale Char modified”. Licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons

Con il termine “romanizzazione”, in relazione alla Sicilia e con riferimento all’Antichità, si vuole intendere quell’insieme di dinamiche caratterizzanti il non rapido processo attraverso il quale la regione, permeata di cultura greca, e aperta ai più vari influssi culturali – dall’Occidente punico all’Oriente ellenistico – venne a contatto con il mondo italico e romano e pian piano arrivò a trasformarsi, pur non abbandonando, però, determinate tradizioni culturali ed artistiche che hanno, peraltro, esercitato un ruolo attivo nell’ellenizzazione della stessa Roma.

Se non risultano molto chiari gli aspetti socio-economici della fase di romanizzazione della Sicilia, di contro le fonti mettono chiaramente in evidenza le tappe politico-istituzionali di tale fase.

Il coinvolgimento di Roma in territorio siciliano è da datare negli anni immediatamente successivi allo scoppio della prima guerra punica, alla successiva costituzione dell’istituto provinciale, alla caduta di Siracusa e del suo regno, alla riforma dell’ordinamento provinciale da attribuire al console Rupilio, fino alla colonizzazione operata da Augusto.

Roma, giunta in Sicilia, continua a mantenere  regole che avevano caratterizzato la sua politica, soprattutto negli anni della conquista dell’Italia meridionale.

Questo processo, che non è per niente omogeneo, caratterizzato da fasi di ristagno in alcune zone e di accellerazioni in altre, attraversò un arco di tempo non molto breve.

Di non minore importanza è considerare il sostrato culturale, la geografia di questi luoghi e le caratteristiche politiche ed economiche, diverse da zona a zona.

La Sicilia repubblicana, nonostante lo statuto provinciale sperimentato da Roma, rimane una terra di cultura greca organizzata per poleis più o meno indipendenti con propri statuti che si legano alla tradizione ellenistica. Successivamente ciascuna polis vive il suo rapporto di subordinazione a Roma, regolato da trattati e da norme specifiche che prevedono condizioni e status diversi, differenti da polis a polis.

Da tutto ciò emerge che il processo cui fa riferimento il termine “romanizzazione” non è mai univoco e unidirezionale.

Selene Bonvegna

Selene Bonvegna

Di Selene Bonvegna

Laureata in “Civiltà letteraria dell’Italia Medievale e Moderna” presso l’Università degli Studi di Messina con una tesi in Storia Romana “Studi sul territorio di Abaceno e Tindari”, abilitata all’insegnamento per le scuole secondarie di primo e secondo grado, è attualmente docente di Lettere negli Istituti d’Istruzione Secondaria.

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