L’11 marzo 2021 la portaerei USS Eisenhower, rientrata nel Mediterraneo il 27 febbraio scorso insieme ad altre navi da guerra statunitensi, è transitata nel Canale di Sicilia diretta verso l’area del Mediterraneo a sud di Creta per un’esercitazione congiunta con unità della Marina Militare greca. Già a fine luglio 2020 si era tenuta un’esercitazione simile. Inoltre, nell’ambito dell’accordo siglato a inizio anno tra USA e Grecia per l’utilizzo da parte degli statunitensi delle basi su suolo greco, nel mese di febbraio i due Paesi erano stati impegnati in un’esercitazione a fuoco congiunto con l’impiego di elicotteri da combattimento nella zona del Monte Olimpo. Nei giorni precedenti l’Eisenhower era già stata impegnata anche in un’esercitazione di touch-and-go con la portaerei francese Charles de Gaulle (3 marzo) e successivamente (5 marzo), congiuntamente alla fregata missilistica Luigi Rizzo della Marina Militare Italiana, al cacciatorpediniere USS Mitscher e all’incrociatore USS Monterey, in un’operazione di addestramento al largo delle coste marocchine.

Il 10 marzo, in occasione della Giornata dei beni culturali siciliani la mostra Terracqueo, organizzata dalla Fondazione Federico II presso il Palazzo Reale, come anche altri siti culturali siciliani, è stata aperta alle visite gratuitamente. La mostra, che racconta la storia del Mediterraneo attraverso reperti storici, installazioni e l’area multimediale, è stata inaugurata il 16 settembre 2020 e sarà ancora visitabile fino al 31 maggio 2021. Maggiori informazioni su www.terracqueo.it.

L’11 marzo è stata resa pubblica la decisione di installare, primo in Europa, sul Monte Mufara (Madonie) in Sicilia, nel territorio del comune di Isnello, un telescopio Flyeye per il rilevamento di asteroidi potenzialmente pericolosi. Se n’è discusso in videoconferenza durante una riunione alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, l’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente, Toto Cordaro, il presidente dell’Agenzia Spaziale italiana, Giorgio Saccoccia, e il sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro.

L’11 marzo quattro aerei tattici militari turchi (un C-130 e tre A400M) sono atterrati in Libia. Attività ormai ordinaria se si considera che nell’anno 2020 i voli di questo genere organizzati dalla Turchia per portare aiuti militari al Governo di accordo nazionale libico sono stati quasi duecento.

L’8 marzo, Grecia, Israele e Cipro hanno firmato un’intesa per la costruzione entro il 2024 dell’EuroAsia Interconnector, un cavo sottomarino di circa 1.500 km, con una tensione fino a 2.000 megawatt, che collegherà i tre Paesi e fornirà energia elettrica in caso di emergenza. L’opera sarà realizzata dal Consorzio EuroAsia Interconnector e avrà un costo, parzialmente coperto con fondi UE, di 759 milioni di euro.

I presidenti di Turchia e Russia, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin, hanno partecipato il 10 marzo in videoconferenza alla cerimonia di avvio dei lavori di costruzione del terzo reattore della prima centrale nucleare turca ad Akkuyu, nella provincia di Mersin. L’impianto sarà realizzato dall’azienda statale russa Rosatom e l’entrata in funzione del primo reattore è prevista per il 2023.

Il 12 marzo il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu ha annunciato che Turchia ed Egitto hanno riavviato i primi contatti diplomatici dalla rottura delle loro relazioni nel 2013, quando il presidente egiziano Mohammed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani, venne destituito dall’attuale capo dello stato Abdel Fattah al-Sisi.

Continuano le proteste anti-governative in molte città del Libano a causa della crisi economica, del carovita e del crollo della lira libanese.

Il generale Amir Hatami, ministro della Difesa iraniano, il 7 marzo scorso ha lanciato un’intimidazione contro Israele dichiarando che esiste un piano per distruggere le città di Haifa e Tel Aviv e che l’attacco potrebbe avvenire immediatamente all’ordine dell’Ayatollah Sayed Ali Khamenei.

Secondo quanto dichiarato l’11 marzo dal generale Itzik Turgeman, l’esercito israeliano sarebbe il primo al mondo ad aver raggiunto l’immunità di gregge per il Covid-19 in quanto l’81% dei militari è già stato vaccinato o è guarito dopo aver contratto il virus. Inoltre il generale Turgeman prevede, proseguendo le vaccinazioni, che questa percentuale salirà già nella prossima settimana all’85%, nonostante circa l’8% dei militari al momento abbia deciso di non vaccinarsi per timore di controindicazioni.

A cura di Luca Basilio Bucca e Antonino Teramo

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