Il 22 giugno l’agenzia europea Frontex ha divulgato alcuni dati relativi all’immigrazione nei primi 5 mesi del 2021.    Tra gennaio e maggio il numero totale di attraversamenti dei migranti sulla rotta del Mediterraneo centrale è di oltre 15.700 persone, il dato costituisce un incremento del 151% rispetto allo stesso periodo del 2020, quando gli attraversamenti erano stati fortemente ridimensionati a causa delle misure anti-Covid. 

Il 23 giugno l’Europol ha pubblicato il report 2021 nel quale sono evidenziate tutte le criticità riguardo il terrorismo in Europa (New EU Terrorism Situation and Trend Report 2021). Ne emerge un quadro complesso in cui i terroristi di qualsiasi origine, sono riusciti a trarre vantaggio dalla situazione generata dalla pandemia, mirando a diffondere la propaganda di odio ed accrescere la sfiducia nelle istituzioni pubbliche. A conferma di questo dato è stato registrato un aumento dell’intolleranza per gli oppositori politici, ed è cresciuto anche il numero di coloro che compiono violenze verbali o fisiche. La salute mentale è una questione fondamentale in relazione al terrorismo e all’estremismo violento e la situazione creata dalla pandemia ha aggiunto un ulteriore fattore di stress, incoraggiando potenzialmente le persone vulnerabili a ricorrere alla violenza. Inoltre estremisti e terroristi hanno trovato nuove opportunità nell’aumento del tempo trascorso in rete durante la pandemia, rendendo più facile il reclutamento online e la diffusione di informazioni di propaganda estremista.

Il 19 giugno un’operazione condotta dalla guardia di finanza di Palermo ha portato ad intercettare un’imbarcazione a vela, battente bandiera degli Stati Uniti, che trasportava sei tonnellate di hashish attraverso il Canale di Sicilia.

Il 25 giugno il Consiglio europeo ha ribadito il suo impegno a favore del processo di stabilizzazione della Libia in vista delle elezioni che si svolgeranno il 24 dicembre 2021. Il Consiglio europeo ha chiesto anche “il ritiro senza indugio di tutte le forze e mercenari stranieri”.

Il 21 giugno a Gaza dopo un incontro con una delegazione dell’ONU il leader locale di Hamas Yihia Sinwar ha affermato che dopo il conflitto del mese scorso non è stato registrato alcun progresso a sostegno della tregua con Israele.  

Centinaia di palestinesi hanno protestato il 24 giugno nel centro di Ramallah in Cisgiordania per la morte di Nizar Banat, noto oppositore del presidente Abu Mazen. La protesta si è svolta a poca distanza dagli uffici di Abu Mazen e secondo i media i manifestanti avrebbero scandito slogan che chiedevano le dimissioni del presidente palestinese.

A causa dell’aumento di contagi da Covid-19, principalmente dovuti alla variante Delta, il Ministero della sanità di Israele ha anticipato di due giorni rispetto a quanto previsto la reintroduzione dell’obbligo di indossare la mascherina al chiuso. Il Commissario di governo per la lotta al Covid in Israele, Nachman Ash, ha affermato di “non credere che Israele stia entrando in una quarta ondata della pandemia”. Sottolineando che mentre il numero dei contagi è in crescita, quello dei casi gravi rimane al momento basso.

A cura di Antonino Teramo

Di Redazione

Redazione di Europamediterraneo.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *