Il 13 giugno, durante la conferenza stampa al termine del G7 di Carbis Bay, in Cornovaglia, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha ribadito le principali linee della politica estera italiana ma non ha escluso una revisione dell’accordo con la Cina, denominato “via della seta”, firmato dal suo predecessore Giuseppe Conte.

La Commissione europea il 17 giugno ha dato il via libera al piano nazionale di ripresa e resilienza presentato dalla Grecia per un impegno complessivo di 30,5 miliardi di euro.  Il piano copre il periodo 2021-2026 e prevede l’erogazione di 17,8 miliardi di sovvenzioni e di 12,7 miliardi di prestiti.

Nel corso dell’ultima settimana la Germania ha ripreso a respingere in Italia i migranti definiti “dublinanti”, cioè coloro che hanno fatto domanda d’asilo in Italia per poi decidere di spostarsi in altri paesi europei. Secondo il Regolamento di Dublino, ancora in vigore, è infatti impedito a chi ha fatto domanda di asilo in un Paese di spostarsi in un altro. 

In Libia a Tarhuna, a circa 95 km a sud di Tripoli, sono stati rinvenuti 100 corpi di civili gettati in pozzi. Probabilmente dissidenti che nel 2019 si sono opposti all’esercito nazionale.

Il 17 giugno la Banca Africana di Sviluppo ha approvato un prestito da 83 milioni di dollari all’Egitto, per finanziare la seconda fase del programma egiziano di supporto alla crescita della rete elettrica verde.

Il 13 giugno il Parlamento israeliano ha votato la fiducia al nuovo esecutivo guidato da Naftali Bennett con 60 voti a favore e 59 contrari e l’astensione di uno dei parlamentari. 

Si è svolta il 15 giugno la Marcia delle Bandiere, con circa 5.000 nazionalisti israeliani che hanno manifestato nelle strade di Gerusalemme Est per ricordare la vittoria di Israele nel 1967. La marcia si svolge regolarmente ogni 10 maggio ma quest’anno era stata rinviata due volte per motivi di ordine pubblico e in corrispondenza della crisi di governo e degli scontri con Hamas nella Striscia di Gaza. Nel corso della manifestazione si sono verificati disordini e il bilancio finale è stato di 17 persone arrestate e di 33 palestinesi e due agenti israeliani leggermente feriti.

Nella notte tra il 17 e il 18 giugno l’aviazione israeliana ha effettuato una serie di attacchi contro obiettivi legati ad Hamas nella Striscia di Gaza. Le esplosioni sono state riferite anche da testimoni oculari, ma pare non abbiano causato vittime o feriti. L’operazione militare ha fatto seguito al lancio di palloni incendiari contro Israele nel corso dei due giorni precedenti.

 

A cura di Luca Basilio Bucca e Antonino Teramo

Di Redazione

Redazione di Europamediterraneo.it

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