Il 3 maggio la Marina Militare Italiana è intervenuta a protezione di alcuni pescherecci siciliani a largo della Libia, minacciati dalla marina libica. Il 6 maggio una motovedetta Libica in acque internazionali ha sparato contro  pescherecci siciliani danneggiandone uno e causando ferite al capitano. La Marina Militare Italiana è intervenuta, giungendo poco dopo e soccorrendo gli equipaggi. 

Il 6 maggio la Banca Centrale Tunisina ha pubblicato gli indicatori monetari e finanziari da cui si evince che le entrate derivanti dal settore turistico in Tunisia nei primi quattro mesi del 2021 sono diminuite del 55% rispetto allo stesso quadrimestre dell’anno precedente.

Nel quadro della grave crisi finanziaria del Libano, i media libanesi hanno affermato il 5 maggio che le riserve della Banca centrale sono diminuite di oltre mezzo miliardo di dollari statunitensi nel mese di aprile. La Banca centrale potrebbe in queste condizioni interrompere i sussidi per gli acquisti di beni di prima necessità già a fine Maggio. Intanto l’inflazione nel Paese è salita: negli ultimi 18 mesi la moneta libanese ha perso il 90% del suo valore rispetto al dollaro statunitense.

La notte tra il 6 e il 7 maggio sono stati arrestati almeno 15 i palestinesi in seguito a scontri con la polizia israeliana a Gerusalemme est. La causa delle agitazione è stata una minaccia  di esproprio ai danni di almeno quattro famiglie palestinesi. Da diversi anni in quel distretto è in atto una disputa sui terreni fra rifugiati palestinesi e coloni ebraici. Il 7 maggio si sono verificati violenti scontri tra palestinesi e polizia israeliana nelle Spianate delle Moschee a Gerusalemme. Il bilancio finale è stato di 205 palestinesi e 17 poliziotti feriti.

Il 6 maggio in Israele, dopo i 28 giorni previsti dalla legge per le consultazioni, Benjamin Netanyahu ha “restituito il mandato” per la formazione di un nuovo governo. Il presidente della Repubblica Reuven Rivlin nel tentativo di superare la fase di stallo ha dato l’incarico a Yar Lapid.

Il 7 maggio la commissaria dell’Unione Europea per gli Affari Interni, Ylva Johansson, è stata in visita in Turchia per discutere  dell’accordo del 18 marzo 2016 tra Ankara e Bruxelles sui migranti. Si tratta di un accordo che il governo di Recep Tayyip Erdogan ha chiesto di rinnovare. 

 

A cura di Antonino Teramo

Di Redazione

Redazione di Europamediterraneo.it

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