Il 30 marzo, all’esito della consultazione pubblica con il territorio, si è tenuta in modalità telematica la presentazione dell’elettrodotto sottomarino Tyrrhenian Link, che collegherà Campania, Sicilia e Sardegna. L’opera sarà realizzata accanto all’esistente stazione elettrica di Caracoli.

Il primo aprile a Tunisi, un gruppo di attivisti della società civile ha manifestato davanti all’ambasciata italiana per chiedere il rientro in Italia di 282 container di rifiuti domestici importati illegalmente dall’Italia da una società tunisina. I container sono attualmente sotto sequestro nel porto di Sousse.

La portavoce del governo greco, Aristotelia Peloni, ha annunciato il primo aprile l’imminente visita del primo ministro Kyriakos Mitsotakis in Libia il 6 aprile, per riaprire l’ambasciata ellenica a Tripoli, chiusa da circa sei anni.

Il Ministero degli Esteri italiano il 30 marzo ha reso noto il fermo di un ufficiale della Marina Militare e l’espulsione di due funzionari russi in seguito ad un’indagine che ha portato alla luce la cessione di documentazione contenente segreti politico-militari da parte dell’ufficiale italiano ai russi.

Dal 31 marzo il comando europeo degli Stati Uniti ha innalzato al massimo il livello di guardia, da “possibile crisi” a “potenziale crisi imminente”. L’iniziativa dovrebbe essere collegata all’attuale situazione nell’area del Donbass (Ucraina orientale) e in Crimea: nella zona stanno convergendo uomini e mezzi militari russi, l’Ucraina ha avviato la campagna di coscrizione per i nati fino al 2003 e si prepara a richiamare in servizio i riservisti, da oltre un mese si sono intensificate le violazioni del cessate il fuoco – comunque terminato l’uno aprile e non rinnovato – e gli scontri tra esercito ucraino e separatisti filorussi. Un’escalation in quest’area renderebbe fortemente probabile l’intervento non solo degli Stati Uniti e di altri Paesi e forze locali, ma anche della NATO.

Nella mattina del 2 aprile le forze di sicurezza turche hanno arrestato a Istanbul almeno 12 sospetti jihadisti, accusati di aver raccolto fondi per trasferirli in zone di conflitto. Sono stati sequestrati documenti e materiale digitale riconducibili allo Stato islamico.

Il cardinale Bechara Rai, patriarca maronita del libano, in un video diffuso il primo aprile e registrato il 27 marzo durante un incontro online con emigrati libanesi negli Stati Uniti, ha criticato il partito sciita libanese Hezbollah, accusandolo di volere trascinare il Libano in una guerra contro Israele.

Il 29 marzo scorso è stata disincagliata la nave portacontainer Ever Given che dal 23 marzo bloccava il Canale di Suez. ll blocco del canale, che ha fermato circa 400 navi nelle vicinanze, ha costretto molte imbarcazioni a circumnavigare l’Africa, con un dispendio maggiore di tempo – circa due settimane in più di navigazione – e di denaro. Inoltre tra le conseguenze principali si è registrato un raddoppio dei costi delle spedizioni marittime del petrolio. Il generale Ossama Rabei, capo dell’authority che gestisce il canale, afferma che l’Egitto reclama un risarcimento per almeno un miliardo di dollari e che se la questione verrà portata in tribunale non verrà permesso alla portacontainer disincagliata di lasciare l’Egitto. La Ever Given ad oggi si trova ferma in uno dei laghi di contenimento del Canale di Suez, essendo oggetto di indagini sulle dinamiche dell’incidente.

A cura di Luca Basilio Bucca e Antonino Teramo

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