Inauguriamo una nuova rubrica periodica con l’obiettivo di fornire una sintesi delle principali notizie, per comprendere i fatti, la cultura, la politica e l’economia del Mediterraneo e favorire un’analisi più approfondita di quanto accade attorno a noi.

Italia: Procida sarà la capitale italiana della cultura 2022. L’isola è stata selezionata da una giuria tra 10 finaliste su un totale di 28 che hanno presentato la propria candidatura. Il titolo viene assegnato per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del progetto.

Gibilterra: Dopo la Brexit la situazione di Gibilterra appare ancora non definita. Sembra essere stato raggiunto un primo accordo con la Spagna. La bozza si trova ora presso la Commissione UE, che dovrà avviare con Londra un negoziato che potrebbe essere concluso entro la prima metà del 2021. Durante il periodo di transizione, verrà garantita mobilità di persone e merci tra i due territori. L’accordo prevederebbe la scomparsa dell’attuale frontiera tra Gibilterra e la Línea de la Concepción, città spagnola, entro sei mesi. Il governo spagnolo ha, inoltre, aggiunto che Gibilterra si unirà a Schengen. Il porto e l’aeroporto di Gibilterra diventeranno allora la frontiera esterna dell’UE, con controlli effettuati dall’agenzia europea Frontex per un periodo di quattro anni. Possibili cambiamenti circa la sovranità dell’enclave britannica sembrano non siano stati messi ancora in discussione.

Tunisia: Nel 2020, la produzione di fosfati da parte della Gafsa Phosphate Company (GPC) è diminuita del 23,3% dal 2019 a uno dei livelli più bassi dal 2011, a 3,144 milioni di tonnellate. Il calo, in questo settore strategico dell’economia tunisina, è stato del 23,3% dal 2019, quasi 4,1 milioni di tonnellate.

Libia: la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha annunciato il 21 gennaio l’inizio di un periodo di una settimana per la presentazione delle candidature alle cariche del Consiglio di Presidenza, composto da tre membri e di Presidente del Consiglio, con scadenza al 28 gennaio. Il Forum di dialogo politico libico nominerà le figure di vertice dell’autorità esecutiva unificata, che dovrà condurre la Libia nel periodo di transizione fino alle elezioni del 24 dicembre 2021.

Grecia: Il 14 gennaio numerosi studenti universitari sono scesi in piazza ad Atene, Salonicco e Patrasso per protestare contro il disegno di legge che potrebbe istituire un corpo di polizia dedito alla sorveglianza delle università. La proposta è stata motivata con l’esigenza di contenere le violenze di diversi gruppi politici che attecchiscono negli ambienti studenteschi.

Grecia: Il Parlamento greco ha votato l’11 gennaio l’ampliamento delle acque territoriali. La scelta è stata motivata dalla necessità di fronteggiare le numerose dispute con la Turchia sulle acque territoriali. Il Parlamento ha così voluto mandare un segnale chiaro alla Turchia, rivale per lo sfruttamento degli idrocarburi, che vedrebbe così ridurre il raggio d’azione dei propri traffici marittimi, compressi dalla presenza delle isole greche. L’Albania, altro stato che potrebbe essere danneggiato dalla decisione greca, nonostante alcune polemiche interne del partito di opposizione, sembrerebbe voler accettare la decisione e non presentare alcun ricorso alle Nazioni Unite.

Turchia: Il ministro turco Mevlut Çavusoglu il 21 gennaio scorso è stato ricevuto a Bruxselles dall’Alto rappresentante UE Josep Borrell. Il messaggio lanciato è quello di un tentativo di distensione dei contrasti tra Turchia e Grecia, con l’avvio di colloqui esplorativi diretti tra i due stati, che si terranno a Instambul dalla fine di gennaio, con l’augurio da parte dell’Alto rappresentante UE di proseguire gli sforzi per tradurre in azione gli annunci. Lo stesso giorno il ministro turco ha incontrato il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che ha accolto favorevolmente il proseguimento dei colloqui mediati dall’Alleanza Atlantica, tra la Turchia e la Grecia, per un allentamento delle tensioni nel Mediterraneo orientale.

Turchia: La recente nomina del nuovo rettore dell’Università del Bosforo, Melih Bulu, ha dato il via ad una serie di proteste studentesche a causa della sua vicinanza al premier Erdoğan. I manifestanti lamentano il pericolo di una forte limitazione della libertà accademica e chiedono che si torni al precedente sistema di elezione dei rettori delle università, oggi nominati dal Presidente turco.

Israele: Il paese è il primo al mondo per percentuale di vaccinati contro il COVID-19, al 19 gennaio risultava completata la prima dose di vaccino per tutti gli over 65 e si sta procedendo a vaccinare gli over 40. Cominciano intanto i richiami per la seconda dose e le consegne delle nuove dosi proseguono senza ritardi. Israele si distingue quindi per l’organizzazione del proprio sistema sanitario, gratuito, diffuso e digitalizzato e dell’ampio uso di nuove tecnologie. La situazione però è critica per i palestinesi, infatti se la campagna vaccinale ha coinvolto anche i palestinesi considerati “residenti” di Gerusalemme Est, privi della cittadinanza israeliana, ma non ha interessato i 5 milioni di palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Ne è nato un dibattito sulle responsabilità che Israele nega di avere nonostante gli Accordi di Oslo e sulla capacità dell’ANP (Autorità nazionale palestinese) di far fronte all’emergenza pandemica.

Israele: Secondo un rapporto del National Insurance Institute il 23% della popolazione è sotto la soglia di povertà e nella componente araba si sfiora il 50%. Determinante il crollo dei redditi in seguito alla crisi pandemica nell’ultimo anno.

A cura di Antonino Teramo e Luca Basilio Bucca

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