Il 25 gennaio tre navi da guerra russe, provenienti dal Baltico, hanno transitato dallo  Stretto di Gibilterra entrando nel Mediterraneo.

Il 28 gennaio il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, intervenendo a un evento dell’Atlantic Council, ha affermato che la Russia sta continuando a concentrare unità militari al confine con l’Ucraina ma anche in Bielorussia. Ha affermato anche che la prima via da percorrere per fermare un’eventuale escalation sarà quella diplimatica, ma che la Nato è comunque pronta al peggio.  per una soluzione diplomatica ma siamo preparati al peggio contando di dispiegare rapidamente le proprie forze. IL segretario generale dell’Alleanza ha anche affermato di vedere con preoccupazione la vicinanza tra Russia e Cina

Il 28 gennaio l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria ha riferito che sono stati rinvenuti circa venti cadaveri di combattenti uccisi da miliziani dell’Isis nella Siria nord-orientale, in quel che rimane della prigione di Hasake presa d’assalto dai jihadisti il 20 gennaio scorso e riconquistata dai combattenti curdo-arabi solo due giorni fa.

Il 24 gennaio l’ex premier libanese Saad Hariri, figlio del defunto ex primo ministro Rafiq Hariri ucciso a Beirut nel 2005, ha affermato che intende ritirarsi dalla vita politica e che non parteciperà alle prossime elezioni di maggio in Libano.

A cura di Antonino Teramo

Di Redazione

Redazione di Europamediterraneo.it

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