Rivivere la Passione di Cristo: è stato questo il carisma spirituale della beata suor Lucia Mangano.

Nata a Trecastagni, piccolo centro agricolo posto sul versante orientale dell’Etna, l’8 aprile 1896, quarta di otto figli di una modesta famiglia di contadini, Lucia lasciò il paese nativo quando il padre decise di trasferirsi in un paese vicino, San Giovanni la Punta, avendo ottenuto un podere da coltivare. Nella nuova dimora, in una contrada distante dal centro abitato, la piccola iniziò ad apprezzare la vita solitaria che favoriva la sua viva e spontanea vocazione spirituale. Un momento decisivo, per la sua crescita spirituale, è dato dalla narrazione della Passione di Gesù che la piccola Lucia ascoltava dalla madre. Sentiva una tale attrazione per questi momenti, tanto da offrire le sue sofferenze a Gesù. Queste mozioni interiori saranno la matrice della sua più matura vita spirituale, quando da adulta rivivrà nello spirito, così come nella carne, i patimenti di Gesù.

Le fasi e gli avvenimenti successivi della sua esistenza furono scanditi dal ricorrere di questa ispirazione: la prima Comunione, ricevuta all’età di otto anni; la vita trascorsa in casa a pieno servizio dei familiari; l’attività di catechista per le bambine più piccole presso la propria parrocchia; il lavoro come domestica; e infine la vocazione sempre più forte verso lo stato di religiosa. Un momento decisivo fu costituito da una lunga malattia, durante la quale si abbandonò sempre più alla volontà di Dio. Guidata da un religioso, il cappellano militare Giuseppe Cannarella, si avvicinò poi all’Istituto delle Orsoline, del quale apprezzò soprattutto il senso di umiltà e di dedizione verso il prossimo.

Entrata in quest’ordine religioso, suor Lucia ne guidò come superiora la casa di San Giovanni la Punta e fu responsabile della formazione delle novizie orsoline di tutta la diocesi di Catania. Allo stesso tempo, dedicò molto tempo alla meditazione e all’incontro personale con Dio. Prese così impulso – ed è l’aspetto più importante della sua vita religiosa – il suo itinerario di ascesi mistica, del quale percorse tutti i gradini. Nel racconto della sua vita, che per imposizione dei suoi superiori fece trascrivere – suor Lucia non aveva frequentato le scuole e aveva appreso a leggere e scrivere da autodidatta – al suo direttore spirituale, il padre passionista Generoso del SS. Crocifisso (al secolo Fontanarosa), ella riferì delle visioni e delle grazie spirituali ricevute. Conobbe un periodo di straordinaria pace interiore e distacco dal mondo, ma dovette sopportare anche molte tribolazioni per le opere di formazione ed educazione a cui partecipò. Per alcuni anni, poi, cadde nella “notte del senso”, un periodo di desolazione interiore durante il quale si sentì profondamente sola, come se fosse stata abbandonata da Dio, e subì i violenti attacchi del demonio, di natura sia spirituale che fisica. Salda nella fede, suor Lucia ebbe però, qualche anno più tardi, le prime visioni mistiche: si sentiva trascinata verso Dio, partecipando alla gloria del paradiso. In particolare, a partire dal 1927, come riferiscono i suoi diari, iniziò a rivivere la Passione di Cristo, sentendo i dolori delle battiture, della corona di spine, delle piaghe causate dai chiodi. Ebbe anche visioni del Purgatorio e per questo intensificò le sue preghiere di intercessione per le anime penitenti. Questo cammino interiore giunse al suo culmine con l’unione mistica con Gesù.

Ma come si è manifestata nella vita ordinaria una grazia così grande? Soprattutto con il nascondimento: un senso di profonda umiltà, scaturito dalla consapevolezza di essere solo uno strumento nelle mani di Dio e, dunque, con l’annullamento dei propri desideri e della propria volontà. Se suor Lucia fu al servizio dei più bisognosi, per esempio in anni molto difficili quali quelli del secondo conflitto mondiale, anteponendo il loro sostentamento a quello della propria casa religiosa, il suo sguardo fu però rivolto in primo luogo ai bisogni dell’anima di chi era accanto a lei, intento ad attrarre quante più persone a Gesù Crocifisso. Particolarmente intense, per questa ragione, furono le preghiere e le mortificazioni offerte per l’edificazione dei sacerdoti, per i quali temeva le tentazioni del demonio e le distrazioni della vita mondana. Proprio per questo chiese a Gesù – e fu esaudita – la realizzazione nel territorio della vicina Mascalucia di una casa esercizi spirituali affidata ai Padri Passionisti.

Scorrendo la biografia della beata si è colpiti soprattutto da tre aspetti del suo carisma spirituale. Innanzitutto, il primato della preghiera e della penitenza sull’azione: il suo apostolato e le opere materiali che da lei hanno avuto impulso, scaturiscono, quale naturale riflesso, da una profondissima vita di fede. In secondo luogo, il suo radicamento in una cultura religiosa semplice e “popolare”, trasmessale in una famiglia di contadini molto devoti, che in lei si trasfigura in una fede forgiata nel crogiolo della sofferenza, come si vede dalla pratica delle due devozioni, particolarmente sentite presso il popolo siciliano, per Gesù Crocifisso – pensiamo alle rievocazioni pasquali della Passione – e della Madonna Addolorata. E infine la conoscenza di Dio raggiunta attraverso l’offerta di sé attraverso il patimento fisico: come sottolineano i suoi biografi, ella giunse a vette di altissima spiritualità non concesse a nessun teologo.

Suor Lucia Mangano lasciò questo mondo, in fama di santità, il 10 novembre 1946. Il 2 luglio 1994 papa san Giovanni Paolo II, riconoscendo l’eroicità delle sue virtù le conferì il titolo di venerabile.

Ferdinando Raffaele

Per approfondire, nella vasta bibliografia dedicata alla venerabile Lucia Mangano, si segnalano i profili biografici curati da mons. Domenico Gagliani, La contadinella regina. Serva di Dio Lucia Mangano, Bari, Edizioni Paoline, 1965, e da mons. Carlo Vota, Voglio sposare un re. Profilo biografico di Lucia Mangano, San Giovanni la Punta (CT), Libreria Mericiana, 1977; le memorie in cui sono riferite le esperienze mistiche sono state raccolte e pubblicate da padre Generoso C. P., Lucia Mangano Orsolina, 2 voll., Mascalucia (CT), Edizioni l’Addolorata, 1961; per il dibattito relativo ai risvolti teologici dell’esperienza mistica, si veda Santi Pesce, Lucia Mangano, creatura beata: polemiche e sviluppi teologici, San Giovanni la Punta (CT), Istituto delle Orsoline, 1969.

Di Ferdinando Raffaele

Docente di Materie letterarie presso gli Istituti superiori, dottore di ricerca in Scienze letterarie e linguistiche e in Scienze politiche, storiche e filosofico-simboliche, abilitato alle funzioni di professore ordinario per il settore concorsuale 10E/1 (Filologie e letterature mediolatina e romanze), per il quale è attualmente professore a contratto presso l’Università Kore di Enna.

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