Qualche giorno fa uno studio dell’ Institute of International Finance (IIF), associazione internazionale che cura gli interessi di istituti bancari e istituzioni finanziarie (citato dal sito di approfondimento ecomnewsmed.com e riportato anche dall’agenzia di stampa ANSA  – notiziario ANSAMed), ha previsto un calo dello 0,3% del Pil e un forte aumento della disoccupazione nei paesi dell’area che gli analisti chiamano MENA (Medio Oriente e Nord Africa). La previsione aggiornata di fatto smentisce la precedente ch

 

e lo stesso istituto aveva preventivato prima della pandemia, cioè una crescita del Pil nella stessa area dell’1,8% nel 2020.

Gli effetti principali della pandemia sono costituiti dal calo del prezzo del petrolio, dal crollo complessivo del turismo ma anche l’abbassamento della domanda mondiale di materie prime e prodotti agricoli.

I paesi economicamente più vivaci del Nord Africa, Marocco ed Egitto stanno già subendo un brusco rallentamento della loro crescita economica.

In particolare in Egitto la crescita del Pil originariamente prevista al 5,4% per il 2020 ora dovrebbe essere del 2,7%. Il danno principale è il crollo del turismo, che costituisce da solo circa l’8% sul Pil egiziano, ma anche il calo del transito delle navi che trasportano merci nel Canale di Suez. A questo si deve sommare la drastica diminuzione dei capitali inviati dai tanti egiziani che vivono in altri paesi.

Per il Marocco la crescita del Pil era stata prevista intorno al 3,2% ma la situazione attuale lascia prevedere un calo al 1,1%.  Anche il Marocco subirà il calo del turismo, molto sviluppato negli ultimi anni tanto da portare il paese ad essere la prima destinazione turistica del continente Africano. La crisi del turismo porterà conseguenze a catena in tutti i servizi nei settori connessi come trasporti aerei, hotel, artigianato e gastronomia.

Anche per la Tunisia era prevista una crescita del Pil nel 2020, stimata al 2,5% ma che adesso andrebbe ridimensionata allo 0,5%. Anche in questo caso i principali contraccolpi vengono dal settore turistico.

Il crollo del prezzo del petrolio invece infligge una scossa negativa all’economia dell’Algeria, che vedrà la discesa del Pil addirittura a -1,5%. Il petrolio costituisce infatti il 95% delle esportazioni algerine.

a cura di Antonino Teramo

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