Villa del Casale  (fotografia di Jos Dielis - Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons)
Villa del Casale (fotografia di Jos Dielis con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons)

Durante l’VIII e il VII secolo a. C. arrivarono in Sicilia i greci alla ricerca di nuovi insediamenti in terre ricche e fertili.

I primi greci giunti in Sicilia furono gli Ioni, che fondarono Naxos, Catania e Messina, tutte situate sulla costa orientale della Sicilia, mentre su quella settentrionale fu fondata Imera. Sempre nello stesso periodo i Dori si insediarono attorno a Siracusa, fino a giungere ad Agrigento.Di notevole importanza è comprendere che a loro volta queste colonie ne costituirono altre sullo stesso territorio isolano: basti pensare a Messina che diede origine a Milazzo.

Inizialmente si trattava di insediamenti non molto grandi, formati da gruppi con a capo una città madre in Grecia, ma molte di queste colonie ebbero una rapida espansione.

La Sicilia sotto i Greci conobbe un periodo d’oro, grazie alle risorse naturali dell’Isola che gli permisero un rapido sviluppo culturale ed economico. Dal punto di vista politico le colonie dovettero affrontare vari conflitti con le popolazioni indigene e con i Cartaginesi.

È proprio con l’espansione dell’Impero cartaginese ed in particolare con le tre guerre puniche, combattute dal 264 a. C. al 146 a. C., tra Roma e Cartagine, per assicurarsi il predominio sul Mediterraneo occidentale, che Roma fece il suo ingresso in Sicilia. Con la dominazione romana in Sicilia, la nuova potenza emergente si assicurò una via di accesso all’Africa, ma anche il cibo necessario per le sue truppe, vista la grande produzione di vino e grano, da qui la nota espressione che definiva la Sicilia  “granaio’ della Capitale.

Da questo momento i Romani regneranno in Sicilia, dovendo fronteggiare  un periodo di rivolte di schiavi dovuto a forme di sfruttamento e cattiva gestione amministrativa. Di fondamentale importanza è il ritratto della Sicilia fornitoci dalle Verrine di Cicerone, che mettono in evidenza il malessere durante la dominazione romana.

Sia in età repubblicana che in età imperiale, la Sicilia fu, tuttavia, molto prospera, come testimoniano i traffici verso Oriente ed Occidente con le città marittime, in quanto i romani compresero sin da subito il ruolo strategico dell’Isola all’interno del Mare nostrum.

Selene Bonvegna

Di Selene Bonvegna

Laureata in “Civiltà letteraria dell’Italia Medievale e Moderna” presso l’Università degli Studi di Messina con una tesi in Storia Romana “Studi sul territorio di Abaceno e Tindari”, abilitata all’insegnamento per le scuole secondarie di primo e secondo grado, è attualmente docente di Lettere negli Istituti d’Istruzione Secondaria.

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