ImmigrazioneIl Mediterraneo è ormai costantemente teatro di flussi migratori continui e crescenti in massima parte provenienti dalla Libia e diretti verso l’Italia, considerata per ragioni non esclusivamente geografiche punto di approdo non solo utile, ma per certi versi obbligato, per chi voglia muoversi poi verso altri Paesi europei.

Il problema – grave per le difficoltà ad accogliere un numero tanto elevato di persone, ma prim’ancora per le perdite di vite umane che costantemente si registrano durante le traversate tra l’Africa e l’Europa – sembra non abbia una seria e concreta soluzione – almeno nel breve periodo –  per la sua oggettiva complessità, ma anche per una mancanza di volontà politica nel farsene carico a livello europeo e internazionale.

Cosa servirebbe fare, dunque?

È evidente che il problema, sotto il profilo politico-istituzionale e giuridico andrebbe affrontato muovendosi almeno in tre direzioni: rinegoziazione degli accordi internazionali, finanziamenti adeguati, interventi nei luoghi di partenza.

Più nel dettaglio, dunque, bisognerebbe intanto intervenire sulla Convenzione di Dublino in quanto la realtà è oggi radicalmente diversa dal momento in cui quell’atto fu firmato e non ci sarebbe nulla di male nel rinegoziare e adeguare le norme in modo da ripartire equamente gli oneri tra i ventotto Stati dell’Unione Europea.

Si dovrebbero poi stanziare risorse finanziarie adeguate per sostenere l’organizzazione di un omogeneo sistema di asilo per i rifugiati al fine di evitare che il peso ricada in prevalenza solo sull’Italia.

Infine – per quanto un intervento del genere incontrerebbe difficoltà dovute alla grave situazione di disordine attualmente presente in Libia dopo la caduta del regime di Gheddafi e l’avanzata dell’ISIS – sarebbe necessario garantirsi una presenza in sicurezza sul territorio africano per verificare lì chi va respinto e chi ha invece titolo alla protezione umanitaria in modo che lo si possa condurre in Europa senza che debba ricorrere agli scafisti.

Si tratta, quindi, di soluzioni certamente complesse, ma voltare lo sguardo altrove assumendo posizioni “pilatesche” non fa altro che accrescere il problema, facendolo giungere a livelli parossistici e rendendolo sempre più ingestibile.

È necessario agire, è necessario che lo si faccia prima che sia troppo tardi.

Luca Basilio Bucca

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