Moneta dei MamertiniNarra Diodoro che: “dopo la morte di Agatocle nacque dissenso a Siracusa tra i Siracusani e i mercenari che si trovavano nella città, perché nell’elezione dei magistrati i mercenari non avevano avuto quella considerazione che desideravano. Prese le armi da una parte e dall’altra, non si giunse alla lotta civile e si potè ottenere un componimento non senza sacrificio del prestigio e dell’autorità siracusana, stabilendo che i mercenari partissero dalla Sicilia, portando con sé quanto possedevano”. Lo stesso Diodoro aggiunge che: “durante il viaggio questi mercenari vennero ricevuti dagli abitanti di Messana come amici e compagni di armi e che in seguito, una notte, essi trucidarono i loro ospiti, ne presero le mogli, si impadronirono della città, chiamandosi Mamertini dal loro dio Mamers e denominarono la città Mamertina”.

Chi erano i Mamertini? Da dove provenivano?

Sulla loro provenienza esistono pareri discordanti: alcuni studiosi hanno stabilito essere originariamente Oschi della Campania, perciò affini ai Campani, altri studiosi sono convinti che essi erano mercenari Sanniti e non Campani.

Ma la questione è, in fondo, oziosa perché Sanniti e Campani erano della stessa razza, quella osca e si distinguevano solo perché i primi abitavano le zone interne e montuose, i secondi la pianura e le coste. La confusione tra Sanniti e Campani deriva dal fatto che i Sanniti sin dal V secolo dilagarono nella pianura campana.

I Mamertini, dunque, erano truppe mercenarie che erano vissute a stretto contatto con i Siracusani, apprendendone usi, costumi e ammaestramenti di guerra, avendo militato sotto Agatocle.

Quest’ultimo, dopo esser stato nominato stratega, si era fatto paladino della resistenza siracusana contro i Cartaginesi; infatti i Mamertini erano stati assoldati da Agatocle per combattere contro costoro. Alla sua morte rimasero ospiti scomodi a Siracusa, elemento di disordine più che di aiuto e così lasciarono la città dietro compenso in denaro.

Sulla via del ritorno, però, occuparono con la forza Messana (l’attuale Messina).

Dopo tale occupazione, in poco meno di un ventennio, presero uno sviluppo che destava meraviglia. La loro potenza suscitò l’invidia di Siracusa e fu la causa dell’urto con Gerone, che si chiuse con la battaglia del Longano.

Selene Bonvegna

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