Nell’ultima settimana la situazione tra israeliani e palestinesi è degenerata in atti di violenza e in azioni militari.

A Gerusalemme, circa una settimana fa sono iniziati gli scontri fra manifestanti palestinesi e polizia israeliana, causati dal divieto da parte delle forze dell’ordine di raggiungere la Spianata delle Moschee per il Ramadan, mese sacro di digiuno e preghiera per i musulmani. A questo si aggiungeva la controversia relativa alla proprietà di alcuni edifici nel quartiere di Sheikh Jarrah, contesi fra palestinesi e coloni ebraici, pretesto per ulteriori scontri.

Da Gaza sono stati successivamente lanciati numerosi razzi verso Israele, e da parte loro le forze armate israeliane hanno effettuato numerosi raid aerei. Si è anche paventato un intervento militare israeliano via terra a Gaza, prima confermato da fonti ufficiali israeliane e infine smentito.

Dall’inizio di questa settimana di ostilità, da Gaza sono stati lanciati circa 2300 razzi verso Israele. Di questi, secondo fonti militari israeliane 1000 sono stati intercettati dal sistema di difesa antimissilistico Iron Dome. Circa 380 razzi sono invece caduti all’interno del territorio di Gaza. L’ala militare di Hamas ha rivendicato di essere responsabile dell’attacco missilistico contro l’area urbana di Tel Aviv come risposta alla strage avvenuta nel campo profughi di Shati, presso Gaza. Il ministero della sanità di Hamas ha detto che il numero dei morti palestinesi, al sesto giorno dall’inizio dei bombardamenti israeliani a Gaza, è di 139 persone, fra cui 39 bambini, circa 1000 i feriti.

Appare evidente, come nel grande divario tecnologico e militare che distingue le due parti ostili, la tattica usata da Hamas sia quella di saturare l’efficace sistema difensivo antimissilistico israeliano con il lancio di un numero spropositato di razzi, anche obsoleti e imprecisi, con lo scopo di colpire il più possibile il territorio urbano di Israele per destabilizzare la popolazione civile. Israele invece ha gli strumenti per colpire in modo chirurgico, potendo contare su missili che possono essere guidati sugli obiettivi giudicati strategici con molta precisione e su una superiorità militare notevole. Ciò nonostante i raid israeliani non hanno risparmiato la popolazione civile con l’accusa, verso il nemico, di utilizzare scudi umani per nascondere i propri arsenali.

Antonino Teramo

Fonte immagine: Reuters

Di Antonino Teramo

Dottore di ricerca in "Scienze storiche, archeologiche e filologiche" (curriculum storico-geografico) presso l'Università di Messina, collabora con la cattedra di Storia Moderna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dello stesso Ateneo ed è socio della Società Italiana di Storia Militare. Si occupa di Public History ma anche di arte e fotografia.

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